san paoloMessina può vantare un primato molto particolare: è una delle poche città al mondo a testimoniare un forte legame con la Vergine Maria. Un importante vincolo che la lega alla Madre di Cristo da molti secoli e che indubbiamente è stato uno stimolo per risorgere sempre con coraggio dalle proprie ceneri, causate dalle tante distruzioni naturali ed umane, proprio come la mitica Fenice. Lo stretto legame si fonda su una pia e antica tradizione[1] che si perde nella notte dei tempi e che si tramanda di generazioni in generazioni. Molte volte nei secoli tale tradizione è stata fortemente contestata e criticata, soprattutto dalle altre città siciliane, i messinesi hanno comunque sempre strenuamente difeso[2] e recentemente, grazie ad alcuni inediti studi, sono stati ampiamente confermati i suoi fondamenti[3]. La pia tradizione, narrata e confermata dai più illustri storici locali nei vari secoli[4], in particolare a partire dal Bonfiglio e Costanzo[5], racconta che intorno al 42 d. C. Paolo di Tarso, l’Apostolo delle Genti, durante il viaggio che lo condusse in catene a Roma, dopo il famoso naufragio a largo di Malta e prima del suo approdo a Reggio come raccontano gli Atti degli Apostoli, fece una sosta a Messina. Molto probabilmente approdò forse in città nel porto falcato o a sud di Messina presso un antico scalo, importante in quel periodo storico e chiamato oggi appunto Cala San Paolo[6]. In questa baia naturale, prossima alla spiaggia, si conserva un’antichissima Chiesa[7]consacrata all’Apostolo e nelle immediate vicinanze è posta un’antica pietra miliare[8]di epoca romana sulla quale, secondo una tradizione locale, San Paolo predicò[9]. In questi luoghi egli poté parlare ad un certo numero di abitanti dell’antica Zancle, grazie probabilmente ad un nucleo cristiano già presente. Egli raccontò la vita, le opere e la buona novella di Gesù di Nazaret, senza dimenticarsi di sua Madre la Vergine Maria, ancora vivente in Terra Santa[10]. Messina, Città Nobile e Capitale di Sicilia, 084Città Federata di Roma, punto di confluenza tra le civiltà d’Oriente e di Occidente, porto dischiuso alle relazioni tra i commercianti provenienti dalla Spagna all’Egitto, da Cartagine all’Asia Minore, luogo in cui si parlavano le lingue più varie e maturava il pensiero dei filosofi di Grecia, di Roma e di Alessandria, non poteva certo restare ignara e indifferente all’Idea nuova, annunciatrice di libertà, di giustizia, di uguaglianza e di fraternità universale (Pantaleone Minutoli Preghiere alla Santissima Vergine della Sacra della Lettera Messina 1931, pag. 5-6). Lasciata Messina, Paolo diede l’avvio sicuramente ad una forte comunità cristiana, che già prima del suo fugace passaggio aveva già mosso i primi passi. Secondo la tradizione prima di partire l’Apostolo consacrò il primo Vescovo di Messina, un pio e saggio uomo di nome Bacchilo[11]. Nei cristiani messinesi, dopo l’incontro con Paolo, maturò il desiderio di inviare dei rappresentanti della città convertita a visitare i luoghi santi e a rendere omaggio alla Vergine Maria. In quel tempo il porto di Messina, conosciuto fin dall’antichità, era un brulicare di navi provenienti da ogni angolo del Mar Mediterraneo e non costava nulla imbarcarsi in una di esse e veleggiare velocemente verso il Medio Oriente. Così quattro messinesi della comunità cristiana, Girolamo Origgiano, Marcello Bonifacite, Brizio Ottavio ed il Centurione Mulè[12], partirono a nome della città alla volta della Giudea. Dopo aver visitato i luoghi che videro i momenti più importanti della vita di Gesù, si diressero presso la casa di Giovanni[13], ove si incontrarono con Maria. La Madre di Cristo, secondo la pia tradizione, accolse gli ambasciatori messinesi molto benevolmente e si rallegrò per la loro conversione. Al termine del lungo colloquio Maria fece scrivere una lettera diretta all’intera città in cui esprimeva la sua felicità per la Fede abbracciata e assicurava la sua materna e perpetua protezione[14]. Secondo la tradizione questo incontro si svolse a Gerusalemme il 3 Giugno del 42 d. C. Appena ebbero la possibilità, esultanti e pieni di gioia, gli ambasciatori si imbarcarono alla volta di Messina e dopo qualche mese, l’8 Settembre, giunsero in città portando con se la Sacra Lettera accolti da grandi festeggiamenti per quel vincolo che ormai legava indissolubilmente la Città alla Vergine Maria. Si stabilì subito che il giorno dell’arrivo in città degli ambasciatori fosse consacrato alla festa della Vergine Maria sotto il particolarissimo titolo di Madonna della Sacra Lettera[15], eletta protettrice e custode di Messina. Tale episodio è un raro esempio nella storia del cristianesimo in cui il Santo Patrono di una città sceglie personalmente il suo patrocinio invece di essere scelto.


[1] Per tradizione si intende opinione o usanza antica tramandata e alla quale si crede, e si tiene fede. Più esplicitamente “trasmissione di cognizioni, abilità tecniche, ordinamenti e usi di generazioni in generazioni”. Essa è in parte cosciente (insegnamento, educazione e avviamento tecnico) in parte involontaria (assimilazione nei rapporti sociali). Come coefficiente del nostro costume esterno e di quello interno la tradizione ha un’importanza fondamentale per stabilità di ogni organismo comunitario, in particolare anche della comunità nazionale. L’autentico legame alla tradizione nei suoi vari aspetti è lontano dalla esagerazione “reazionaria” del conservatorismo illegittimo…è lontano dalla innovazione “rivoluzionaria” che vorrebbe spezzare la continuità della tradizione (Wendelin Rauch - Jakob Homes Dizionario del Cattolicesimo nel mondo moderno, pag. 750).

[2] La tradizione della Lettera della Madonna ai Messinesi è nel suo vero concetto. Non è una scrittura ispirata come la pretese qualcuno; non è una pia leggenda suscitata da un falso campanilismo e sostenuta da creduloneria, come vorrebbero molti altri; tanto meno è una favola creata dall’ignoranza e per l’ignoranza: essa è un venerando documento storico-religioso che va studiato con attenzione e pietà (Pantaleone Minutoli Preghiere alla Santissima Vergine della Sacra Lettera Messina 1965, pag. 32).

[3] Alessandro Fumia - Franz Riccobono La Vara Messina 2004.

[4] Vedi per esempio nel Breve ragguaglio dell’Invenzione e feste de’ gloriosi martiri Placido e Compagni di Filippo Goto stampato a Messina presso Bufalini nel 1591 alle pag. 99-103.

[5] Giuseppe Bonfiglio e Costanzo Messina Città Nobilissima Venezia 1606, pag. 55-56.

[6] Villaggio marinaro del Comune di Messina posto all’estremità sud della Città chiamato oggi anche Briga Marina dal fatto che sorge a valle dell’abitato di Briga.

[7] Antica Chiesa-Santuario dedicata a San Paolo, molto probabilmente di impianto bizantino ma ampiamente ristrutturata ed ampliata nel ‘700, sorta sul luogo ove sbarcò l’Apostolo delle Genti, molto prossima alla Pietra di San Paolo (Giuseppe Bonfiglio e Costanzo Messina Città Nobilissima Venezia 1606, pag. 57). Fino alla costruzione della nuova parrocchiale, costruita nel 1932, era aperta al culto ed al suo interno si conservava uno splendido polittico quattrocentesco di scuola messinese raffigurante la Madonna col Bambino, tra i Santi Giovanni Evangelista, Pietro, Paolo, Giovanni Battista, Placido e Nicola di Bari.

[8] Marco Grassi Presentazione del restauro dell’antico polittico di Briga Marina in Quotidiano on-line di Informazione www.messinawebtv.it 9 Dicembre 2004.

[9] Questa pietra, come afferma Carmelo Micalizzi nel suo contributo Il nome Giampilieri. Mitologema di un sasso inserito in appendice al volume Quartiere I “Pilieri” di Giovanni Molonia e Nino Principato, è un cippo miliare romano che segna la precisa distanza verificata di diecimila passi dalla Messina romana. Una rarissima testimonianza sulla viabilità siciliana di epoca classica.

[10] Secondo la tradizione cristiana Maria venne assunta in cielo circa quindici anni dopo la morte di Gesù versò l’anno 48 d. C.

[11] Primo Vescovo della Chiesa di Messina eletto direttamente da San Paolo, seguito da Barchirio nell’anno 68, Eleuterio nell’anno 121 ed Alessandro nel 154 (Benedetto Chiarello Memorie Sacre della Città di Messina Messina 1705, pag. 27-33). Al Museo Regionale di Messina si conserva una tela del secolo XVII, attribuita a Giovan Battista Langetti e proveniente dal Duomo, in cui è raffigurata la consacrazione di Bacchilo da parte di San Paolo Apostolo.

[12] Questi nomi sono stati conosciuti attraverso una serie di visioni che ebbe una monaca del Terz’Ordine di San Benedetto di Bivona (AG) di nome Maria Roccaforte, descritta da Domenico Argananzio nel 1689 e da Benedetto Chiarello nel 1705. La Roccaforte ebbe delle apparizioni della Vergine Maria dal 3 Giugno al 1 Luglio del 1647 ove la Madre di Cristo gli parlò della visita che ebbe dai messinesi e della sua perpetua protezione sulla Città dello Stretto attraverso una Lettera (Benedetto Chiarello Memorie Sacre della Città di Messina Messina 1907, pag. 103-106).

[13] La pia tradizione dice che l’incontro con Maria Vergine avvenne a Gerusalemme ma molto probabilmente fu ad Efeso proprio nella casa di Giovanni.

[14] La traduzione italiana del testo della Sacra Lettera è il seguente: «Maria Vergine figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocifisso, della tribù di Giuda, della stirpe di David, salute a tutti i messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta per pubblico strumento che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori, confessando che il Nostro Figlio, generato da Dio sia Dio e uomo e che dopo la sua resurrezione salì al cielo: avendo voi conosciuta la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto per la qual cosa benediciamo voi e la stessa città della quale noi vogliamo essere perpetua protettrice».

[15] Un Atto del Senato di Messina datato il 30 Luglio 1636 fissava ufficialmente al 3 Giugno i nuovi festeggiamenti della Madonna della Lettera. Tale consuetudine, come giorno fisso della liturgia della Chiesa Peloritana, si affermò solo nel Luglio del 1669 quando Clemente IX concesse l’ufficiatura del culto della Madonna della Lettera. Prima del 1636 i festeggiamenti si tenevano l’8 Settembre data che ricordava il ritorno in Messina degli Ambasciatori.