Articolo pubblicato su "Fratres in Unum" numero 1-2 del 2008 da mons. Eugenio Foti.

La lettera di S. Maria ai Messinesi: testimonianza di amore, eco di evangelica ispirazione, sprone e coerenza di fede, palpito di materno affetto, distillato del credo fondamentale, trasporto di sublime confidenza, rivelazione di incantevole identità, bagliore del mistero della salvezza, desiderio di solidarietà, inserimento nella storia dei salvati, inno di lode e di ringraziamento, apertura verso l’oltre in comunione con l’Altro.

La lettera di S. Maria ai Messinesi: Chiesa che canta il mistero del suo Sposo, Chiesa che gioisce del suo amore, Chiesa che inneggia eterna generazione, Chiesa che contempla il mistero pasquale, Chiesa che percorre itinerario di unità, Chiesa che risplende della gloria del Risorto, Chiesa che travalica lo spazio e il tempo e si immerge nell’eternità, Chiesa che conduce ministero di salvezza, Chiesa che si pone nel cuore della Trinità, Chiesa che agisce nella storia.

La lettera di S. Maria ai Messinesi: Maria–Chiesa in dimensioni creaturali: “Figlia di Gioacchino”; Maria–Chiesa consacrata totalmente a Dio, “Vergine”; Maria–Chiesa nella qualificazione umanizzante, “Maria”; Maria–Chiesa in identificazione, giusto il dettato evangelico, “il nome della Vergine era Maria”; Maria–Chiesa in assoluta consapevolezza di nullità, di totale servizio, di appartenenza ai poveri di Jahvé “umilissima serva di Dio”, giusto il dettato evangelico “ecco la serva del Signore… ha guardato l’umiltà della sua serva”; Maria–Chiesa, nella unione materna che scaturisce nel cuore di Cristo e abbraccia l’umanità intera “Madre di Gesù Crocefisso”; Maria–Chiesa che non è alienata né alienante, ma che si conficca nella storia della salvezza in contesti specifici “della tribù di Giuda, della stirpe di Davide”; Maria–Chiesa che focalizza una porzione del popolo santo di Dio, una specifica comunità di credenti “salute a tutti i Messinesi”; Maria–Chiesa che si immerge nell’amore infinito di Dio dal quale deriva ogni benevolenza paterna “benedizione di Dio Padre Onnipotente”, Maria–Chiesa che professa l’eterna paternità di Dio che ci raggiunge nel Figlio suo e di Maria “il nostro Figlio generato da Dio”; Maria–Chiesa che nello stupore di chi crede e testimonia nel mistero della umanità e divinità di Gesù “confessate che… sia Dio e Uomo”; Maria–Chiesa che si proietta verso cieli nuovi e terra nuova, a compimento del mistero pasquale “Madre di Gesù Crocefisso…. (egli) dopo la sua risurrezione salì al cielo”; Maria–Chiesa che genera sempre nuovi fratelli a Cristo e li sostiene e li accompagna in itinerari di grazia e di salvezza, “Benediciamo voi e la stessa città, della quale vogliamo essere perpetua protettrice”. Maria–Chiesa–Messina: comunione di fede, di amore, di speranza, di familiare sollecitudine, di solidale, sicura condivisione.

MONS . EUGENIO FOTI